Mindfulness applicata alla PCOS/PMOS

Convivi con la Sindrome e sei stanca di sentirti dire solo «devi dimagrire».

Ti svegli stanca anche dopo otto ore di sonno. Hai imparato a contare le calorie come fosse una lingua nuova, fai tutto giusto e il tuo corpo non risponde comunque. E poi c’è quello che senti dentro e fai fatica a spiegare: la stanchezza che si accumula giorno dopo giorno e che ti gonfia gli occhi, l’ansia che si stringe nello stomaco e che fa contrarre tutti i tuoi muscoli, quel momento allo specchio in cui non riconosci più il tuo corpo e ti senti tradita da lui, la frustrazione di non poter essere “come le altre”.

Tutto questo e molto di più, è la sindrome.
Con la Mindfulness, puoi tornare a respirare.

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Perché succede

Esiste una correlazione tra ansia e ormoni

Quella sensazione di essere sempre in allerta, il cuore che parte per un’email, il pianto che arriva senza preavviso: te la sei spiegata dicendoti che sei un’esagerata, vero? Che sei tu, che sei fatta così, che le altre reggono e tu no. Ecco, guarda i numeri: chi convive con la sindrome ha da 4 a 7 volte più probabilità di ritrovarsi con ansia o depressione di livello moderato o grave, e il dato regge anche a parità di peso. In Italia, in un questionario a cui hanno risposto quasi 800 donne con la sindrome, il 64,7% ha detto che le pesa sulla salute mentale in modo severo. Sei dentro un meccanismo biologico, e nessuno si è preso la briga di dirtelo.

Quando lo stress resta alto per mesi, il cortisolo resta alto. Il cortisolo alto altera la sensibilità all’insulina, l’insulina sbilanciata amplifica gli androgeni, e il ciclo che ti hanno detto di “regolarizzare” continua a non regolarizzarsi. Un loop che gira da solo, e che dalla bilancia non si spezza.

Per anni ti hanno spiegato la PCOS/PMOS come un problema solo ormonale: da curare con la pillola, da gestire con la dieta, da monitorare con le analisi. Peccato che ci sia un pezzo che ti sta rendendo la strada in salita, ed è quello mentale. Il pezzo che lavora a monte: ridurre lo stress che alimenta il loop, ricostruire un rapporto con il corpo che non sia una guerra, imparare a stare con quello che senti invece di combatterlo.

La mindfulness fa esattamente questo. Lontana dalla meditazione astratta e dal rilassamento generico, è una pratica applicata alla tua esperienza specifica con la PCOS/PMOS.

Mentre la parte medica e nutrizionale fanno il loro lavoro, tu lavori sul terreno dove tutto succede: il tuo corpo, ascoltato per davvero, per una volta.

Chi ti parla

Conosco quella stanchezza da quando avevo 13 anni

Ero una ragazzina di 13 anni già stanca, che faceva una fatica enorme a stare al passo delle coetanee, soprattutto durante i tredici, sì, hai letto bene, tredici giorni di ciclo. Così ho iniziato a prendere la pillola. A 22 anni, dopo averla smessa, è arrivata la diagnosi di PCOS. La ginecologa mi ha guardata e mi ha detto “devi dimagrire”. Mi ha rimandata a casa senza uno strumento che fosse uno per capire quello che stavo vivendo.

Per anni ho indossato pancere per nascondere una pancia che non se ne andava, qualunque cosa facessi. Ho rinunciato a viaggi, a fotografie, a vestiti che mi piacevano. Il mio corpo mi sembrava un nemico da gestire, non una casa in cui abitare. E ho fatto una dieta dopo l’altra convinta che la colpa fosse mia. La verità è che nessuno mi aveva mai detto che la PCOS/PMOS si nutre anche di stress, di vergogna, di un sistema nervoso in allerta costante.

Quando ho incontrato la mindfulness ho capito che mi mancava esattamente quel pezzo. Ho preso le certificazioni (IEPP, Mindfulness Educators, Federmindfulness) per tradurre quello che avevo vissuto sulla pelle in strumenti concreti da portare ad altre donne. Oggi insegno quello che mi avrebbe cambiato la vita a 13 anni.

Te lo dico da dentro la stessa sindrome, un passo più avanti sullo stesso sentiero. E una cosa la metto in chiaro subito: non sono medico né nutrizionista. Il tuo ginecologo resta la persona con cui leggere gli esami; io lavoro sull’altra metà, quella che di solito resta fuori dalla visita.

Le sessioni 1:1

Come funzionano

01

Prima

Ricevi un breve questionario da compilare. Mi aiuta a capire dove sei e cosa porti con te, così arriviamo preparate entrambe.

02

Durante

Lavoriamo insieme 60 minuti in videochiamata. La sessione si modella su quello che porti in quel momento: accettazione del corpo, connessione con te stessa, regolazione emotiva, la relazione tra stress e ormoni.

03

Dopo

Ti porti a casa una pratica concreta da integrare nella settimana. Qualcosa di piccolo, sostenibile, cucito sulla tua vita reale.

Queste sessioni sono una pratica guidata di mindfulness applicata alla tua esperienza. Diverse dalla terapia, diverse dal coaching: complementari a entrambe. Se stai già facendo un percorso ginecologico o nutrizionale, si integrano senza sovrapporsi.

Scegli come iniziare

Solo 3 posti

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  • 1 sessione individuale di 60 minuti online
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Il percorso · 4 sessioni

€268€214

  • 4 sessioni individuali di 60 minuti online
  • Questionario pre-consulenza personalizzato
  • Una pratica tra una sessione e l’altra
  • Continuità: cresci sessione dopo sessione
Voglio fare questo percorso

I 3 posti a €50 sono davvero 3. Con più di così, in questa fase, la qualità che voglio darti non regge.

La lettera

Ogni mercoledì ti scrivo una lettera

Si chiama Dentro la Sindrome e comincia sempre allo stesso modo: “Cara sorella dagli ormoni caotici“. Ti parlo di PCOS/PMOS dall’interno, con la testa di una che ce l’ha davvero: quattro minuti di lettura, gratis. Al massimo ti chiedo di rispondermi.

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Domande vere

Le domande che mi fai spesso

La mindfulness mi fa passare la PMOS?

No, e chi te lo promette ti sta prendendo in giro. Si può guarire dalla PMOS grazie ad un percorso medico, nutrizionale e sportivo mirato. Un percorso che però è estremamente invalidante per la mente. La mindfulness lavora su stress, ansia e rapporto col corpo, che sono pezzi enormi del puzzle e quasi sempre quelli lasciati scoperti.

Mi darai consigli su dieta o farmaci?

No. Quello resta al tuo medico e al tuo nutrizionista. Io lavoro sulla testa e sul sistema nervoso, il pezzo che per ruolo gli altri professionisti non possono coprire.

Non ho mai meditato, va bene lo stesso?

Va benissimo. Si parte da dove sei, non da dove “dovresti” essere.

In quanto tempo vedo qualcosa?

Ognuno di noi è diverso, ma ti garantisco che già dalla prima sessione ti porti a casa qualcosa di concreto da usare subito. Il mio approccio è di Strategia, quindi costruisco su misura, su di te, una strategia mirata per migliorare sin da subito la parte mentale della Sindrome.

Un’ultima cosa

Hai passato abbastanza tempo a sentirti dire cosa c’è di sbagliato in te

Ti va di guardare la faccenda da un altro lato, quello di cui nessuno parla? Da qui si comincia, un passo piccolo alla volta.

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