(Anche se poi ho studiato parecchio.)
Ci sono arrivata dal fondo, non dai libri. Attacchi di panico, ansia dalla mattina alla sera, una sindrome che nessuno mi aveva spiegato, un corpo che sentivo estraneo. La mindfulness è stata la mia ancora quando non sapevo più come stare al mondo. Le certificazioni sono venute dopo, per dare un nome scientifico a quello che avevo già vissuto sulla pelle.
Nasco a Ferrara, in una casa di campagna, vicino al fiume Po, mio amico da sempre.
So già leggere e scrivere, amo curare l’orto e stare giornate intere nel giardino, con la testa all’insù, pensando di poter controllare le nuvole che passano. La mia famiglia è una di quelle parecchio disfunzionali, devo iniziare ad avere mille occhi da subito per riuscire a proteggermi dalle emozioni.
Scopro cos’è il bullismo, sulla mia pelle. I bambini mi evitano perché in classe so già fare tutto, perché mia mamma è diversa dalle altre e perché non so relazionarmi con facilità.
Sono una cantante: è successo all’improvviso. La mia via si divide tra scuola, studio, lezioni di canto, danza e lavoro. Devo iniziare a capire come gestire la vita prima che questa gestisca me. Inizio ad assumere la pillola anticoncezionale: il mio ciclo dura 10 giorni, è abbondante e così doloroso, da svenire.
Inizio il liceo linguistico e così aggiungo anche lezioni pomeridiane di qualsiasi cosa: lezioni di cinese, coro scolastico, open days, lezioni di giornalismo.
Inizio a scoprire cos’è il Reiki, e la meditazione insieme alla logopedia: pratiche che faccio prima di iniziare le mie lezioni di canto. Mi fanno stare estremamente bene e solo così riesco a cantare bene. Continua il bullismo a scuola: le persone se la prendono con me e non capisco cosa c’è che non vada in me. Inizia una spirale lunga, profonda e dolorosa.
Pensavo di farcela a tenere tutto insieme, ma no: iniziano gli attacchi di panico. Ho paura di fare qualsiasi cosa, smetto di fidarmi di me stessa, ma continuo a fare tutto. Non posso cedere su niente.
Il primo cancro di mio padre mi sposta lo sguardo: comincio a chiedermi cosa significhi davvero “stare bene”. Passo mesi all’ospedale e inizio ad odiare l’odore pungente di quei luoghi.
Smetto di assumere la pillola anticoncezionale: nessuno mi aveva detto cosa sarebbe successo. Sto malissimo.
Inizio la mia vita fuori casa. Lavoro così tanto e così bene, che in sei anni divento Direttrice di un dipartimento. Brava a dirigere, a reggere, a esserci per tutti. Un po’ meno brava a fermarmi.
Sto così male, che mi decido ad andare a fare una visita ginecologica approfondita. Finalmente mi diagnosticano la sindrome dell’ovaio policistico. Mi dicono che devo dimagrire, ma sono anni che non mi vedo magra.
Arriva una diagnosi di quelle che pensi che non possano nemmeno esistere, alla persona con cui vivo. Gli attacchi di panico che credevo di aver salutato per sempre tornano a bussare, più forti di prima.
Milano, burnout pieno, senza rete. Nei diari scrivevo “sono stanca di sentirmi così”. Uno stato temporaneo, mica un’identità: ma allora ancora non lo sapevo.
Incontro la mindfulness quasi per disperazione. All’inizio la odiavo pure, era durissima. Poi, piano, qualcosa ha iniziato a girare.
Insegno quello che mi avrebbe cambiato la vita anni fa, su due fronti e con la stessa radice.
Ti dico chiaramente una cosa: la derealizzazione ogni tanto mi viene ancora a trovare, la differenza è che vivo una vita piena e bellissima lo stesso. Nonostante la derealizzazione, nonostante la PMOS. Ti insegno a costruire una vita meravigliosa nell’imperfezione delle giornate. Nell’imperfezione del tuo fisico. Nell’imperfezione della tua vita quotidiana.
E la parte corporate degli anni passati mica l’ho buttata: è quella che mi permette di trasformare la mindfulness in strategia e la consapevolezza in allenamento. Perché sentire è importante, ma dirigere la propria vita lo è ancora di più.
Certificata IEPPMindfulness EducatorsFedermindfulness
Il lato emotivo e mentale della sindrome, quello che di solito resta fuori dalla visita. Una lettera ogni settimana e le sessioni 1:1.
Entra in Dentro la SindromeLucidità e direzione per smettere di reagire a tutto e ricominciare a scegliere. Col mentoring 1:1 o col percorso Superpotere.
Scopri Mindfulness StrategicaNon sono una life coach e non posso venderti la versione perfetta di me. Ho una strada percorsa con le ginocchia sbucciate e degli strumenti che tengono botta. Se ti va, partiamo da lì.